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 parcheggio al pincio

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noraneko
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MessaggioTitolo: parcheggio al pincio   Sab Set 06, 2008 7:06 pm

lettera del sindaco alemanno
che condivido:

...Sono due aspetti diversi che non possono essere confusi da chi in buona fede vuole difendere gli interessi incomprimibili della nostra città. Comincio dalla volontà politica del sottoscritto: io non ritengo che sia opportuno procedere alla costruzione di questo parcheggio. Questa convinzione discende da una corretta applicazione del "principio di precauzione" che deve sovrintendere a tutte le decisioni in materia di tutela ambientale, artistica e archeologica.

Questo principio ci insegna che quando si interviene su un luogo particolarmente delicato e prezioso come il Parco del Pincio bisogna tenere presente non soltanto le condizioni tecniche del progetto, ma anche gli impatti presenti e futuri che questo intervento produrrà nel contesto circostante. Facciamo un esempio: quando si costruì 30 anni fa il parcheggio del Galoppatoio fu garantito ai romani che tale opera non avrebbe intaccato in maniera significativa quel lato incantevole di Villa Borghese e indubbiamente ogni sforzo fu fatto in questo senso dai costruttori di allora. Andate oggi a vedere come è ridotto il lato del Galoppatoio investito dall´intervento: una landa desolata in cui la presenza sotterranea del parcheggio è fin troppo manifesta non solo attraverso le prese d´aria ma anche dall´emersione dal sottosuolo della massa di calcestruzzo.

Trasliamo questa immagine su un contesto molto più delicato e prezioso come quello del Pincio: chi ci garantisce che fra 5, 10 o 20 anni assestamenti strutturali, carenze di manutenzione, cambi di destinazione d´uso non turbino in maniera irreversibile quel contesto? Neppure gli attuali accorgimenti tecnici annullano, nelle previsioni, gli "affioramenti" del parcheggio quali prese d´aria, griglie di emergenza e gallerie di accesso. Il Pincio è prima di tutto un giardino storico, un parco urbano e, come tale, è tutelato dalla Carta dei Giardini Storici (del 15 dicembre 1982) in cui si raccomanda che "ogni modificazione dell´ambiente fisico che possa essere dannosa per l´equilibrio ecologico deve essere proscritta".


Al di là di sentimenti profondi di "sacralità" di molti luoghi romani che ci spingerebbero a desiderare che sotto la terrazza del Pincio ci sia l´antico tufo di quella collina e non un vero e proprio "palazzo" sotterraneo di 7 piani in calcestruzzo, nulla ci assicura che questa ingombrante presenza non riemerga nel tempo in tutta la sua estraneità ad un contesto ambientale come quello di un parco storico. In più, nel definire l´equilibrio del buonsenso e della precauzione, c´è la non indispensabilità dell´opera pubblica progettata: i 700 posti auto pertinenziali possono essere utili per diminuire il numero delle auto parcheggiate nel Tridente, ma la loro realizzazione non risulta risolutiva per la mobilità di questa zona di Roma, obbiettivo che può essere perseguito con soluzioni alternative forse ancora più efficaci come l´ampliamento del parcheggio del Galoppatoio di cui parlavamo prima.
Se correre rischi per un´opera pubblica indispensabile può essere comprensibile, non può certamente esserlo per qualcosa che indispensabile non è, in mancanza di uno studio organico sulla mobilità romana.
Quindi la scelta politica dovrebbe a nostro avviso andare sicuramente verso l´abbandono del progetto del Pincio e l´ampliamento del parcheggio già esistente al Galoppatoio, ottenendo tra l´altro una equivalente o addirittura maggiore redditività economica secondo quanto risulta dai primi approfondimenti dei nostri uffici tecnici. Tuttavia per perseguire questo obbiettivo politico dopo le scelte già compiute dall´amministrazione che ci ha preceduto è necessario un cambiamento forte sul versante delle autorizzazioni previste dall´iter amministrativo.
Dopo che il ministro dei Beni Culturali ha espresso le nostre stesse preoccupazioni, si ripropone la possibilità di una riconsiderazione da parte delle sovrintendenze dei pareri vincolanti che sono stati espressi non solo dal punto di vista archeologico ma soprattutto da quello ambientale e monumentale. Sono queste autorità, nella loro autonomia che ci devono dire se esistono condizioni sufficienti per revocare l´appalto senza incorrere nell´illecito amministrativo. Mentre i nostri uffici stanno completando tutte le istruttorie per valutare ogni aspetto di questa complessa questione, è necessario che ci sia un´attenta considerazione da parte di chi è chiamato più di ogni altro a tutelare il nostro patrimonio ambientale, monumentale ed archeologico.

questo parcheggio è stato uno dei grossi sciviloni del sindaco veltroni...peccato

qui altre opinioni:
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MessaggioTitolo: Re: parcheggio al pincio   Sab Set 06, 2008 7:41 pm

noraneko ha scritto:

qui altre opinioni:
http://www.archiwatch.it/
esempio questa di sergio 1943
... Un domani, se il parcheggio verrà realizzato, quando tu, Salvatore, alzerai lo sguardo, comodamente appoggiato all’obelisco, verso la fronte del Valadier, non potrai non immaginare, come se osservassi una lastra radiografica, il tumore che é cresciuto nella pancia di quel vetusto colle.

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MessaggioTitolo: pincio   Dom Set 07, 2008 10:57 am

C'è chi faziosamente usa il Pincio-parcheggio come una contrapposizione politica Veltroni-Alemanno. Ma se le fesserie irreversibili pensate dal trionfalismo vuoto della precedente amministrazione si possono emendare, è molto stupido farne una storia di schieramenti destra-sinistra.
Ben vengano le dichiarazioni di Alemanno in merito alla questione, dimostrano che, al di là delle diatribe, può essere evitato uno scempio senza ritorno.
Altra cosa che ho notato sulla stampa e anche in tv: è stato spesso rimarcato l' interesse archeologico dei rinvenimenti, e su questi si è incentrato altrettanto spesso il dibattito. Ma il punto nodale della questione è nel danno ambientale paesistico culturale e artistico che questa sciagurata pensata arrecherebbe a tutto il giardino del Pincio.
I reperti varii si censiscono, si rilevano, se ne fa un accurato studio che si mette agli archivi e a disposizione di chi si interessa di archeologia, storia o ciò che sia. E poi si riporta tutto al come-prima, curando di più le piante preziose e antiche del Pincio che, come il Giardin del Lago, è un orto botanico a tutti gli effetti.
Fino a non molti anni fa, su alcuni alberi c'era una targhetta di metallo che citava il nome della pianta e la zona, spesso il continente, di provenienza.
Adesso abbiamo il "Signora Mia" della Casina Valadier che si è inglobata una parte consistente di verde pubblico, inclusa una certa fontanella per bere. Non contenti, hanno cementato l'area destinata ai tavolini togliendo la ghiaia e la traspirazione del suolo. Risultato: una spianata accecante e d'estate bollente, per nulla invitante...Musica diffusa da discreti altoparlanti piazzati negli ombrelloni, pubblico che si sente "figo" e segregato e che vede il resto del mondo dalle cancellate che lo proteggono...dal degrado artato di tutto il resto. Buona domenica.
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Kaonashi
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MessaggioTitolo: Re: parcheggio al pincio   Mar Set 09, 2008 11:27 pm

ora che ci penso..non ci sono mai stato sul Pincio.............. affraid .....a furia di passarci spesso vicino negli anni non ci si è mai poi andati....tanto si passava per Villa Borghese....Ok a parte la parentesi

http://digilander.libero.it/micbas832/tramroma/att_roma/att_2008_2.htm#0909

perchè non viene il collegamento?...provo a copiare l'articolo
dal Sito dell'Ingegner Formigari, che riprende un documento del wwf..il tutto MOOOLTO ISTRUTTIVO study

DA UN DOCUMENTO DEL WWF
Pincio, falso per devastazione
La decisione sul parcheggio del Pincio è senza dubbio la chiave di volta del futuro di questa città. Il sindaco Alemanno a pochi giorni dalla fine della campagna elettorale ha promesso pubblicamente che, se fosse stato eletto, il parcheggio non si sarebbe più realizzato. Pochi giorni dopo, contro tutte le previsioni, viene eletto. I confronti col voto provinciale mostrano che anche una parte degli elettori di centrosinistra hanno votato per lui. Probabilmente sono quelli che hanno visto com'è stata ridotta la terrazza del Pincio, o tutti quelli che trovano eticamente inaccettabile del diritto ad arrivare con la macchina ovunque, e ovunque disporre di un parcheggio; che se un'area viene pedonalizzata, i posti auto invece di essere semplicemente cancellati come avviene ovunque nel mondo, debbano essere sostituiti da altrettanti costruiti con grande dispendio di denaro pubblico sopra o sotto terra, comunque nelle vicinanze e in nessuna correlazione con le infrastrutture di trasporto pubblico. Che tale politica sia stata portata avanti da una coalizione sedicente ambientalista con una pervicacia degna di migliori cause è cosa che deve aver provocato intensi mali di stomaco a molti, tanto da preferire uno che, pur provenendo da una parte politica decisamente allergica alle regole e ai vincoli come ciarpame inutile e dannoso per i nuovi miracoli italiani, il senso del rispetto dei luoghi ce l'ha, e ben radicato. Una persona che seppure attraverso una chiave di lettura diciamo così tolkeniana sa che c'è un genius loci molto forte, e in certi posti più che in altri. Tale anima ha una sua sacralità che non può essere bruciata sull'altare degli interessi affaristici. E però il neosindaco ha portato la situazione ad uno stallo. Ha scelto una commissione di saggi, più per prendere tempo e per alleggerirsi del peso della responsabilità di una scelta forte quale bloccare, a lavori iniziati e contratto firmato, la realizzazione del parcheggio. Alle perplessità e contrarietà di alcuni saggi e di Italia Nostra motivate sulla base dei contenuti archeologici (dei quali alla stragrande maggioranza dei romani non può importare di meno) dello sperone del Pincio, da svuotare e riempire di acciaio, cemento e automobili, si contrappongono le polemiche degli esponenti dell'ex maggioranza, Panecaldo in testa, che sostengono spalleggiati da Legambiente che i parcheggi intorno al centro sono una battaglia di civiltà perché solo grazie a quelli.si potrà pedonalizzare il centro storico, e che per questo obiettivo val la pena sacrificare qualche reperto, o magari fare un po' di cerchiobottismo e salvare reperti e posti auto, così tutti sono contenti. E temiamo che sia questa la strada su cui si sta incalanando il dibattito. Che ha lasciato fuori però proprio la ratio dell'opera: ovvero la sua opportunità ed efficacia rispetto agli scopi dichiarati, cioè togliere le auto dal tridente, che potrà diventare un'isola pedonale. Questa è una promessa scritta nel vento e nell'acqua. Perché è chiaro a tutti che, ragionando nel lungo periodo e uscendo da una certa visione miope e provinciale, l'isola pedonale è un qualcosa che il primo futuro sindaco di orientamento diverso può spazzare via in una settimana, mentre se tra dieci, venti o cinquanta anni una coalizione mette nel programma la chiusura del parcheggio del Pincio realizzato e vince a larghissima maggioranza, sa che dovrà comunque impiegare una marea di tempo e di soldi, perché ben ancorato al suolo e ai certificati di proprietà dei posti auto venduti oggi a dieci e domani espropriabili da mille in su. Perché ciò che viene messo in vendita sono dei terreni resi edificabili dentro Villa Borghese a due passi da piazza del Popolo. Speculazione edilizia della peggior specie, perché in danno al patrimonio di tutti. Beffa delle beffe, per sovvenzionare il business dei SUV del vippaio accampato all'Hassler piuttosto che al Plaza, ogni famiglia che paga le tasse a Roma dovrà sborsare un paio di bigliettoni da cento. Il tutto senza avere in cambio nulla. Nemmeno l'isola pedonale. O c'è qualcuno sano di mente che crede davvero che, una volta istituita, i macchinoni targati CD, SCV e RSM non continueranno a scorrazzare su via del Corso, fregandosene dei divieti? Agli invalidi sarà comunque per forza di cose consentito l'accesso e il parcheggio, così come ai taxi e a tutti i mezzi di Polizia, soccorso e servizio, nonché ai trasportatori di merce e a tutte le scorte. Non cambierà molto la situazione. Inoltre, almeno nel progetto iniziale è previsto che i tre assi saranno “pedonali” ma nelle stradine di congiunzione ci sarà posto per i parcheggi moto. E come faranno a raggiungerli, se via del Babuino, via del Corso e via di Ripetta saranno isole pedonali? Volando? O ci saranno eccezioni per le moto dirette ai parcheggi? E un'isola pedonale infestata di moto e motorini: che razza di isola è? Oggi poi equiparati ai motorini sono i quadricicli leggeri, macchine in tutto e per tutto tranne che per la targa, grandi come una vecchia Fiat 126 e forse più inquinanti; con la differenza che l'italiana costruita in Polonia scomodamente ma 4 persone le portava, i quadricicli al massimo due, anzi stando alla legge ne potrebbero portare una sola, alla faccia della sostenibilità.

E' falso che facendo il parcheggio del Pincio si libererà il tridente dalle automobili

La frottola del parcheggio che serve a togliere le macchine dal tridente per metterle sottoterra oltre a non stare né in cielo né in terra, è un chiaro esempio di inquinamento e imbarbarimento culturale e un pericolosissimo precedente. Perché se passa il principio che per pedonalizzare un'area bisogna a tutti i costi garantire dei posti auto sostitutivi da un'altra parte, abbiamo chiuso. Il diritto al posto macchina sotto casa non sta scritto da nessuna parte, e guai a promuoverlo. Ma è proprio questo il tasto su cui ha battuto chi ha fortissimamente voluto, come se si trattasse di una “grande battaglia di civiltà” il parcheggio del Pincio. Che è stato autorizzato, come chiunque può leggere sui bandoni di cantiere, grazie ai poteri speciali concessi dal Governo in regime di Protezione civile (ovvero con la facoltà di fregarsene di leggi, vincoli e regole) per fronteggiare l'emergenza traffico che ha reso invivibile la città. E quindi logicamente, dato che è resa invivibile da chi usa l'auto per spostarsi sempre e comunque, premiamolo con nuove strade e parcheggi che incentivano a maggiori acquisti ed utilizzi di veicoli a motore e rendiamo invivibili anche le poche aree scampate all'assedio o faticosamente liberate. Non ci si venga a dire che questo è furore ideologico. Questi signori ci dimostrino con i fatti e i numeri un solo caso in cui, dopo la costruzione di una strada o un parcheggio, le condizioni di traffico, il parco veicoli e l'inquinamento siano diminuiti, e gli daremo ragione. Invece sono quindici anni che a Roma non si fa altro che costruire box, strade, svincoli, tangenziali e parcheggi e il risultato è che nel Lazio abbiamo 66 auto ogni cento abitanti, record di densità europeo, subito dopo gli USA. Che diventa mondiale se ci si riferisce ai veicoli a motore, perché all'estero non hanno nemmeno un decimo delle moto e motorini che abbiamo noi, e che sono proporzionalmente ancora più deleteri per l'ambiente.

Lo sapevate che...

per raggiungere il garage Pincio i residenti avranno a disposizione navette elettriche dedicate (costosissime) per portarli da casa alla loro macchinuccia in garage e ritorno? Allora perché, visto che saremo noi a pagarle, invece di bucare il Pincio, tali navette non li portano fuori dalle mura, alla fermata della metro o dove cavolo vogliono loro?
se oggi l'isola pedonale di piazza del Popolo e quella di via del Corso sono unite, quando sarà attivo il parcheggio le macchine per entrare dovranno per forza passare lì in mezzo,davanti alle due chiese, con rischio per ciclisti e pedoni e pericolo di attentati? E che ci passerà in media almeno una macchina al minuto?
il parcheggio di Villa Borghese continua ad essere semivuoto, pur essendo meno decentrato di quello del Pincio? Idem quello del Gianicolo, con 40 miliardi dei nostri soldi spesi a favore di uno scatolone vuoto in territorio di S.Pietro.
i residenti del tridente sono molti di più dei parcheggi del Pincio, ma nessuno ha mai fatto un'indagine su quanti di essi possano permettersi l'acquisto del posto auto? E quanti di loro non hanno la macchina o ce l'hanno ma civilmente non vogliono deturpare con lamiere e gas di scarico il centro storico dove abitano, perché incidentalmente sarebbe patrimonio dell'umanità?
se il bike sharing fosse esteso al XVII municipio, gli abitanti del centro potrebbero in cinque minuti arrivare in Prati dove c'è posto per le loro macchine?
i sondaggi geognostici hanno a sorpresa rivelato che i terreni da scavare non sono vulcanici, ma in gran parte fluviali e fluvio lacustri, cioè di caratteristiche geotecniche molto peggiori? E che questo allungherà i tempi di cantiere e gonfierà i costi?
quando finirà il petrolio, il parcheggio avrà ancora decenni di vita prima della sua obsolescenza?
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manu
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MessaggioTitolo: Pincio   Mer Set 10, 2008 11:49 am

Grazie Kaonashi per la documentazione fornita e per l'interesse alla questione.
Se vuoi saperne di più vai sul blog del Prof. Giorgio Muratore "archiwatch" dove il dibattito e le speranze in un NO hanno mille sfumature.
Quando capiterai a Roma ti porto a visitare il Pincio e Villa Borghese dove ci sono ancora dei posti meravigliosi...Questa Villa storica è un patrimonio della città e un polmone verde per le zone circostanti. E' increscioso vedere come gli amministratori pubblici se ne freghino, abbagliati da una modernità globalizzata che non è più adatta al momento attuale. Andassero a fare danni a Madrid, Barcellona, New York, Shanghai o dove meglio credono, ma finissero di danneggiare le città con le loro modernate! Ho letto anche del progetto milanese di un parcheggio sotto S. Ambrogio...Come si fa?!?!?!
ciao manu
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MessaggioTitolo: Re: parcheggio al pincio   Sab Set 13, 2008 9:07 am

sono stata alla 11 biennale di venezia...
MOLTO più interessante e stimolante di quella di due anni fa
e qui si vedono le tendenze
leggasi parcheggio pincio
incomincio a postare delle foto,
per ora solo 6,
appena posso racconto Smile
http://www.flickr.com/photos/oda_uraku/

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MessaggioTitolo: Re: parcheggio al pincio   Dom Set 14, 2008 12:48 am

Very Happy Grazie Manu, quando vengo a Roma organizziamo di sicuro, che quella zona è un patrimonio del mondo intero; ora sembra scampato il pericolo del posteggio..speriamo, dato che opere come quelle, se fatte a regola d'arte sono per forza invasive con tutte le normative di sicurezza che ci sono per l'aereazione, l'esodo e per non parlare delle rampe (e i macelli che si sarebbero dovuti fare per il cantiere...)Ora però si sente parlare di ampliare quello del galoppatoio e si rischia di spostare solo il problema:-(:-(...che non mi sembra comunque che lo stesso abbia avuto impatto zero a suo tempo No Sant'Ambrogio....c'è stato un furore nella giunta precedente sui posteggi sotterranei Neutral ad ogni modo ha causato grane a pacchi quel cantiere, e a vedere quella voragine che c'è ora viene il voltastomaco Evil or Very Mad ..e a Milano dato il suolo alluvionale se si tocca la falda si rischia anche di fare saltare i giochi di spinte e controspinte idrauliche che rendono stabili gli edifici..tanto per facilitare la situazione Twisted Evil
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MessaggioTitolo: Re: parcheggio al pincio   

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